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Ho appena letto un articolo sul miglioramento della tecnica di corsa. Una parte interessante riguarda il “Metodo Pose”.

L’ideatore di questa tecnica è il Dott. Nicholas S. Romanov, allenatore della squadra olimpionica nell’Unione Sovietica del 1977 che ora vive a Miami ed è consulente per le associazioni  di triathlon Statunitense, Britannica e Messicana.

Il discorso gira intorno al semplice utilizzo della gravità come forza primaria del movimento, anziché la forza muscolare. Quando corriamo siamo continuamente sul punto di cadere. La nostra reazione naturale è quella di mettere i piedi in avanti per evitare la caduta, poi dare la spinta e ripetere il processo. Questo dà luogo alla convenzionale fase di accelerazione – la spinta – nella corsa, seguita da un’immediata decelerazione”.

Il Metodo Pose punta a eliminare la decelerazione.

Questo risultato è ottenuto attraverso passi brevi e con atterraggi leggeri. “Il sistema Pose è comunemente associato con l’appoggio sulla pianta del piede, piuttosto che il tallone”. Il modo migliore per capire il metodo Pose è quello di correre a piedi nudi.

Applicato alla corsa il metodo si basa sui seguenti punti:

– Sollevare la caviglia tramite i bicipiti femorali.
– Mantenere un tempo di appoggio breve.
– L’appoggio sulla pianta del piede e non sul tallone.
– Sollevare posteriormente la caviglia quando il peso cade sulla pianta del piede.
– Mantenere le ginocchia flesse.
– Il piede della gamba anteriore si mantiene dietro la linea verticale del ginocchio.
– Mantenere la lunghezza del passo non troppo ampia.
– Concentrarsi sul sollevare il piede da terra piuttosto che sul farlo cadere a terra.
– L’appoggio a terra deve essere regolato dalla forza di gravità e non muscolare.
– Mantenere spalla, anca e caviglia, sulla stessa linea verticale.

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