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Quasi ci siamo. Il paese di Mamoiada è ad un tiro di schioppo, però quanto sono dure tutte queste salite.

Trentuno chilometri e duecentonovanta metri, sempre in buona spinta e senza salire oltre i 146 battiti per minuto di frequenza cardiaca media ad un passo di 4’56″/km. Non posso dire di non aver faticato e comunque è andato tutto bene fino al termine, senza alcun cedimento.
L’unica pecca, della seduta odierna, non sono riuscito a bere quanto avrei dovuto. Lo sforzo era sempre costante e la testa talmente concentrata che lo stomaco si rifiutava dei rifornimenti. Pazienza, servirà da lezione per la prossima occasione.
Non si può correre così a lungo bevendo poco e niente.

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Domenica mattina ore 8:30, nubifragio. L’idea di non uscire ci sarebbe ma è più forte la voglia di correre, allora abbigliamento adeguato e via.
Scarpe xa pro 3d, calzamaglia NoRain idrorepellente, mantellina con cappuccio e berretto con visiera. In mano una comoda ed utile borraccia d’acqua da 1/2 litro (immagine sopra), in tasca 100 gr di miele per eventuale necessità. 

Il solito percorso mi attende e parto con l’intenzione di allungare il tragitto di 3 km, rispetto a domenica scorsa. La distanza che mi separa dal paese di Mamoiada è sempre più corta.

Certo d’ora in poi, ogni metro in più, prima del giro di boa, sarà solo salita, come anche nel tratto finale, proprio dove la stanchezza inizia ad essere importante. Sotto l’immagine delle altimetrie del percorso. 

Dopo due ore e un quarto scollino nell’ultima salita e percorro gli ultimi 3 km in piano cercando di togliere il torpore, del passo durissimo mantenuto in salita con le folate di vento in faccia, effettuando una leggera progressione fino al termine. In tutto 2h25′ con 28,4 km ad un passo medio di 5’08”, frequenza cardiaca media 150 bpm e massima 163. 

Oggi mi posso permettere di uscire un ora prima del solito, così alle 7.30 inizio la seduta.
Per mettere in pratica un minimo di programmazione degli allenamenti oggi corro per 25,290 km allungando pesantemente i 21,870 della settimana scorsa.
Infatti per andare oltre la casa cantoniera, dove solitamente effettuavo il giro di boa, d’ora in poi ci sarà solo salita fino a Mamoiada.
Il percorso, sempre lo stesso, presenta diversi sali scendi, come riportato nell’immagine, dove i tratti in discesa non ripagano sufficientemente le energie necessarie per i tratti in salita.

Comunque le gambe reggono benino lo sforzo fino ai 21 chilometri, dal ventiduesimo in poi mi sembra d’esser diventato venti chili più pesante.
L’intensità dello sforzo per riuscire a rimanere allo stesso ritmo è tanta, proprio niente a che vedere con la corsa in piano.
Infatti dopo l’ultimo tratto della salita finale, posso permettermi un nuovo cambio di marcia per ritrovare un po’ di sana velocità che mi regala un po’ di freschezza nelle gambe.
Al termine della seduta la frequenza cardiaca media è di 144 bpm, la massima di 164 bpm, i chilometri percorsi 25,290, la velocità media 4’44”, il tempo trascorso in corsa 1:59’50”.

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