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Ore 18.30 da ieri ho deciso di continuare ad allenarmi inserendo una modifica importante per individuare il carico di lavoro da effettuare.La formula di Karvonen. Il calcolo dell’intensità dell’allenamento secondo la formula di Karvonen tiene conto della frequenza cardiaca a riposo.
% (FC massimale- FC a riposo) + FC a riposo=

FC durante lo sforzo
Esempio :
La frequenza cardiaca a riposo è di 50, quella massimale è di 174. L’atleta si deve allenare al 70% della sua intensità massimale. La frequenza cardiaca per l’allenamento si calcola nel modo seguente: 0.7 (174-50) + 50 = 136.8 =137 bpm:
Allenamento
recupero 66%
fondo lento 70-75%
fondo medio 80-85%
corto veloce 90%
ripetute 1000 soglia anaerobica
ripetute 2000 soglia anaerobica
ripetute 3000 soglia anaerobica
ripetute 400 95%
recuperi ripetute fino al 70% souplesse.

Quello che scrivo è frutto della mia esperienza personale come diabetico e non come medico.
Per prima cosa quindi con l’aiuto del proprio medico, individuare il fabbisogno insulinico giornaliero basale, cioè le unità di insulina necessarie per un buon controllo glicemico nelle 24 ore, a digiuno.
Fatto questo bisogna calcolare la giusta quantità di insulina per metabolizzare una certa quantità di carboidrati io utilizzo la regola del 500. In pratica i grammi di carboidrati che vengono coperti da 1 unità di insulina sono pari a 500 diviso il dosaggio totale nelle 24 ore dell’insulina basale e dei boli.
Nel mio caso 500 : 32 = 15,625 (15 grammi) . Il mio rapporto I/CHO è 15 vale a dire io metabolizzo 15 gr di carboidrati con 1 unità di insulina. Chiaramente la regola non può andare sempre bene perché ci sono tante varianti di cui tener conto ad esempio scarsa attività fisica oppure al contrario aumento dell’attività, una spuntino fuori programma ecc. ecc..
A questo punto è importante conoscere il proprio fattore di sensibilità insulinica per sapere di quanto cala la glicemia, in mg/dl con 1 unità di insulina e poter calcolare il bolo di correzione opportuno per correggere una eventuale iper glicemia . Nel mio caso che uso un analogo rapido (NovoRapid) utilizzo la regola del 1800 diviso il dosaggio totale nelle 24 ore dell’insulina basale e dei boli.
Nel mio caso 1800 : 32 = 56,25 (55 mg/dl) .Il mio fattore di sensibilità è 55 e quindi il calo della glicemia con 1 unità di insulina è pari a 55 mg/dl. Con questo nuovo dato posso facilmente calcolare l’eventuale bolo di correzione per l’eventuale iper glicemia -Esempio- se la glicemia misurata è 210 mg/dl e quella ideale è 100 mg/dl il bolo di correzione sarà 210-100=110
110:55=2 unità. Attenzione va tenuta presente l’attività insulinica residua, infatti dopo il bolo l’unità di insulina resta in circolo circa 4 ore con una velocità di scomparsa oraria del 25% circa,
quindi se 2 ore prima avevo fatto 4 unità di insulina ne restano in attività 2 unità per circa 2 ore, ed in questo caso non devo fare nessun bolo di correzione ma effettuare una o più volte l’auto controllo con il glucometro.

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