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Ore 06:00
Allenamento in pista

– stretching10′
– riscaldamento 20′
– allunghi da 100 m 
– 3 x 2400 

primo     8’48” bpm 162 recupero 4′
secondo 8’48” bpm 167 recupero 4′
terzo      9’12” bpm 170 recupero 4′

– defaticamento 2,5 km
– stretching 20′

Come ho già detto altre volte, ho sempre avuto l’idea fissa, di arrivare ad una competizione con la certezza di aver eseguito un programma di allenamento privo di errori e adatto al tipo di risultati che chiedo al mio fisico.
Per poter fare tutto questo, ho sempre ritenuto necessario verificare in modo costante la condizione fisica, in base al tipo di gara prescelta, per sapere quanto poter spremere l’organismo e per quanto tempo. Tutto questo per arrivare all’obiettivo senza correre il rischio di ricavarne un danno piuttosto che un beneficio. Tutto ciò è utile per arrivare il giorno della gara con mente serena e dedicare tutte le energie alla competizione.

Cercando di rispettare il programma che ho sviluppato (ma che continuerà ad avere qualche correzione in corso d’opera) questa mattina eseguo il secondo carico di questa 3° settimana che consiste in tre ripetute da 2400 metri, con recupero da fermo per 4′.

Certo, per essere ancora all’inizio del programma, sarà un lavoro che mi metterà veramente alla prova.

Dopo aver effettuato gli allunghi per portare il motore in temperatura parto per il primo dei 2400.
Imposto un ritmo al passo programmato  già dai primi metri, con l’aiuto del timer che emette il bep ogni 22″ e quindi al passaggio dei cento metri. Si tratta di un passo a 3’40″/km. Il primo giro vola via liscio, così il secondo e così via fino al sesto con la frequenza cardiaca a 162 bpm. Perfetto non ho avuto alcuna difficoltà, adesso recupero al passo per 4′. Nel mentre approfitto della  pausa per bere un po’ d’acqua.

Parto per la seconda frazione, stesso ritmo di prima, fino al terzo giro tutto liscio come prima, dal quarto inizio ad accusare un leggero accumulo di acido lattico e lo sforzo ha un intensità maggiore la frequenza cardiaca è salita a 167 bpm. Quinto giro e sesto, termino anche questa frazione a 3’40″/km, stesso tempo di prima ma con più fatica.

I 4′ di recupero volano via senza darmi tregua. Parto per la terza ed ultima frazione. Sento che ho completamente perso la capacità di utilizzare queste quantità di acido lattico, per cui quello che rimane in circolo  è tanto da suggerirmi un ritocco del ritmo. Opto per un passo da 3’50″/km, va un po’ meglio ma l’intensità dello sforzo continua a salire, la frequenza cardiaca è a 170 bpm. Gestisco con non poco sforzo fino al termine del quinto giro, con un ritardo di 15″. Affronto gli ultimi 200 metri del sesto, con una buona progressione in 31″, termino la frazione in 9’12”.

Sensazioni: sono veramente stanco, però c’è la soddisfazione di aver portato a termine tutto il lavoro.
La voglia di fermarmi era tanta.

Adesso prima di terminare del tutto, stretching, tanto, tanto stretching.

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