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Sveglia in ritardo. Uno sguardo fuori dalla finestra e…dopo una notte intera di pioggia pare che abbia smesso, anche se il cielo non convince. Nuvoloni grigi e vento, anche un po’ di freddo. Preparazione tè caldo con qualche biscotto, vestizione adatta al meteo.


– stretching 15′
– corsa 25′ + allunghi 5x100m
– salite 18% 10×100
– defaticamento 12′
– stretching 15′
Varco la porta e….. diluvio. Ricomincia a piovere, un minuto di titubanza, torno indietro mantellina impermeabile, berretto con visiera, uscita.
Dopo 5 minuti di corsa la pioggia da forte diventa fortissima e il fatto di avere la mantellina garantisce un po’ di impermeabilità. Niente di tutto questo, è tutto inutile, la calzamaglia è tutt’uno con la pelle e le scarpe sono belle inzuppate d’acqua. Dopo 10 minuti e quindi poco più di 2 km devo decidere se girare intorno al campo di softball sulla strada asfaltata o se entrare in pineta. Opto per la seconda opzione, giro a sinistra e inizio il giro da 3 km. Sono vicino ai 5 km e la scelta effettuata è stata buona.
Parto con il primo di 5 allunghi da 100 metri circa. Quando arrivo al quinto sono già all’altezza della salita che dovrò percorrere per effettuare gli sprint da 100 metri.
Concentratissimo sul lavoro da fare gli allunghi sono volati, inizio la prima salita, cuore in gola fin da subito, 161bpm al termine, ottimo, la seconda, la terza e così fino alla sesta sempre stessa frequenza cardiaca. La settima, l’ottava e la nona 162bpm, nella decima 164bpm.
Per ogni sprint le stesse sensazioni, i primi metri tutto ok, già a metà salita aumenta la difficoltà a gestire un’intensità alta, tutta la seconda metà e fino agli ultimi metri ottima reazione riuscendo, per un pelino, a non mollare, nonostante la tendenza a farlo.
Gran bella risposta delle gambe. E pensare che prima di uscire da casa ero indeciso se correre in strada, venire in pineta per gli sprint o saltare la seduta. E’ andata. Tutto ok, spero solo in un buon recupero per domani e, speriamo il meteo sia clemente.
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Ven/Sab/Dom/Lun/Mar/Mer, sei giorni senza correre. Il freddo che ho sentito giovedì scorso dopo l’allenamento in pista (niente stretching, troppo freddo) era il campanello d’allarme di un dolce raffreddore che, alla ricerca di un runner volontario, ha trovato una comoda sistemazione nelle mie vie respiratorie, belle calde e rilassate, nel dopo seduta di un bel 8×800.


Poche ore dopo arriva un bel mal di gola e brividi di freddo.
Sarà un caso, ma il giorno prima mi trovavo nell’azienda agricola di un amico per raccogliere una bella cassa di arance, succose e saporite. Così gli unici integratori alimentari usati per combattere questi sintomi da raffreddamento sono state, arance a volontà a tutte le ore, spremuta gigante a colazione e latte caldo con miele, prima di andare a nanna.


Questa mattina il naso è libero, il mal di gola non c’è da qualche giorno e inizio a sentirmi meglio. Sono rientrato a casa a mezzogiorno, la tentazione di andare a correre era tanta. Così:


Riscaldamento – 5km con partenza camminando ed entro i primi 500 metri incremento di passo progressivamente fino ai 4’20”, fino al termine.
allunghi – 5 x 100 
10 x 120 metri in salita al 15% (primi 100m) – con complessivi 300 metri nel circuito per riportarmi alla partenza. 
22″6/22″9/22″7/21″8/21″7/21″9/22″2/22″4/22″3/22″6 
Defaticamento – 5′ lento, con finale camminando. MOLTO STANCO.


Avevo proprio voglia di forzare un po’, senza correre troppo a lungo e, la buona idea di sfruttare la salita, si conferma un’ottima scelta.


Le prime sei salite sono andate via senza troppa difficoltà, tranne il capogiro al termine della prima. Le ultime quattro ho dovuto proprio tenere duro. 
Comunque sono soddisfatto, poco più di 9 chilometri con sforzo un po’ esagerato in salita, ma era quello che volevo.
I prossimi due giorni rispetterò la convalescenza concedendomi solo corsa lenta e sempre entro i 10 chilometri.

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