Le ultime sedute su pista risalgono ormai al mese di agosto. Adesso nella fase dedicata allo sviluppo della forza, iniziata la settimana scorsa, reinserisco qualche lavoretto da eseguire in pista….bellissimo, era ora.
Si tratta di 12 giri e mezzo, 5km da correre a 4′, come trasformazione veloce della seduta di ieri dedicata agli sprint in salita. 
Questi due lavori vengono di solito inseriti in un’unica seduta, ma io trovo ottimale utilizzarli divisi in due sedute consecutive. E’ chiaro, però, che bisogna tenere conto dei diversi fattori personali che rendono la seduta positiva anziché mediocre.

– stretching 15′
– corsa 3km
– allunghi 5×100
– 5000 19’48” 157 bpm
– corsa nel prato 2km
– stretching 15′

Dopo qualche esercizio di stretching, qualche chilometro per riscaldarsi e qualche allungo arriva il momento del lavoretto veloce.
Mi allineo sulla linea di partenza dei 200m e faccio partire il crono. 
Oggi è vietato usare il segnale gps.
Con il cronometro, almeno quando sono in pista, posso avere una misurazione reale dei tempi di percorrenza, servizio che il generosissimo garmin non è in grado di effettuare alla perfezione in quanto regala troppi secondi/km. Così vado avanti con il beep del crono che suona ogni 24″.
Il primo giro ed anche il secondo sono un pelino veloci, cerco di regolarmi meglio impostando l’esatta velocità necessaria per questo lavoro. Conservando fino al termine, i pochi secondi guadagnati.
I giri successivi al secondo e fino all’ultimo, vanno avanti con estrema facilità. 
Gli ultimi due mesi e mezzo corsi su fondo sterrato e collinare si sentono tutti. La trasformazione della spinta sul tartan è agevole alla grande, sembra di avere delle molle al posto dei piedi. I battiti salgono molto bene e molto in alto, senza crearmi disagio.
Leggo dei chiari segnali di un buon condizionamento, in continua crescita giorno dopo giorno e con un ottimo recupero degli stress neuro-muscolari dettati dagli allenamenti.