Oggi ho corso gli sprint in salita, 8x100mt al ritmo più forte possibile, recupero 100mt in discesa camminando, poteva andare bene anche in souplesse ma con il rischio di scivolare.

– stretching 15′
– corsa 20′
– allunghi 5×100
– salita 20% 8x100mt al massimo
– corsa 12′

Ci sono giornate come questa odierna in cui pensi “forse non è giornata” cominci con il riscaldamento e le gambe sembrano diventate di legno, più vai avanti e più diventano pesanti, una sorta di allarme che ti vuole fermo, lontano dalla fatica. Ti salta anche in mente di fare solo un po’ di corsa lenta e rientrare a casa, ma dopo i primi 20′ di riscaldamento parli da solo e ti proponi di insistere, “ma si… ci provo”. In effetti inizi a fare gli allunghi, uno, due, tre, quattro, cinque. Inizio a barare con me stesso dicendomi “però, pensavo peggio” finalmente senti che forse le gambe iniziano a rispondere.
Parti per la prima ripetuta, faticaccia immane, salita al 20% di pendenza e terreno sdrucciolevole, il tutto condito con cosce sempre legnose, finita, osservi il battito 159bpm ottimo, però… è andata.
La seconda, la terza e così fino alla quinta, tutte ad un ottimo livello d’intensità, anche se la velocità mi lascia un po’ a desiderare.
La sesta è atroce i quadricipiti iniziano a lamentarsi della presenza dell’acido lattico, però l’intensità di sforzo è sempre molto alta. Settima e ottava inizio a perdere un secondo per ognuna, ma quel che più conta è che sono finite.
La soddisfazione è grande, capisci che non ce l’avresti fatta senza tanta fermezza nella decisione, hai rispettato il programma e resistito alla voglia di non faticare. Defatico in corsa lenta per 12′ e via con un meritato quarto d’ora di stretching.