Temperatura 8°, pioggia e un po’ di vento. Questa mattina è uno di quei giorni in cui non so come vestirmi. Di sicuro un giubbotto leggero ed impermeabile più capello con visiera, i guanti no quelli ma danno fastidio, sotto il giubbotto una felpa tecnica, non troppo pesante, a manica lunga. Avrei voluto indossare i pantaloncini corti ma oggi penso non convenga e allora calzamaglia leggera e idrorepellente.
Ore 07:30 sono in strada, c’è nebbia, l’acqua non è tanta e per questo anche piacevole. E’ proprio un clima incerto che non permette una facile gestione degli indumenti da utilizzare infatti è molto facile sbagliare e trasformare l’allenamento in una sauna.
Al primo chilometro mi incontro con Domenico, dobbiamo decidere il lavoro da effettuare. L’idea era un 14 x 1000 ma vista la condizione della strada decidiamo per un lavoro da svolgere attorno al campo di softball nel circuito di circa 900 metri. 
Si tratta di un lavoro da 20 km da correre in soglia (157/158 bpm), con i primi e gli ultimi 5km un po’ più forti, i 10km di mezzo leggermente più lenti. 
Tra il vento e la pioggia l’unico riferimento possibile rimane la frequenza cardiaca. 
I primi 3,5 km corsa lenta di riscaldamento poi aumento del passo per i 20:
2km – a 3’55”
2km – a 4’03”
1km – a 4’09”
2km – a 4’16”
8km – a 4’24”
4km – a 4’14”
1km – a 4’11”
Totale 20 km a 4’15” di media. 
Frequenza cardiaca media 157, massima 164 bpm.
1,5 km in corsa lenta fino a casa.
Unico inconveniente della seduta, dolore al ginocchio sinistro nella parte esterna. Il tipo di percorso odierno sarebbe stato meglio percorrerlo in senso antiorario, in questo caso è stato traumatico (devo decidermi a perdere ancora qualche chilo).