Questa preparazione per la maratona durerà sei mesi. La trattazione dell’argomento è da considerarsi generica e con indicazioni empiriche, adatta per poter dare un indicazione sulle possibilità pratiche di un percorso per la costruzione di una programmazione specifica. Le prime due settimane saranno dedicate a prendere confidenza con esercizi di stretching e di potenziamento, un giorno si ed un giorno no.  
Lo stretching servirà sempre come esercizio iniziale e finale di tutte le sedute di allenamento, la durata sarà dai 10 ai 15 minuti circa.
Ogni esercizio dovrà essere eseguito per circa 30-60 secondi. E’ molto importante effettuare lo stiramento molto lentamente, senza arrivare a sentire dolore e senza molleggiare. Personalmente accompagno lo stiramento con il respiro e ascoltando i battiti del cuore. In questo modo diventa un’attività rilassante. Nei 10 o 15 minuti dedicati allo stretching riesco ad inserire circa 10 esercizi.
Stare ad elencarli richiederebbe troppo tempo ma penso che un po’ tutti siano in grado di trovare dei suggerimenti validi per una buona esecuzione ed in ogni caso un punto di partenza lo si può trovare in questo link STRETCHING.
Stesso discorso per il potenziamento che dovrà comprendere esercizi per tutto il corpo, principalmente addominali e gambe. 
Primi 14 giorni

A questo punto si può iniziare con l’attività podistica vera e propria. Gradualità e continuità saranno le condizioni fondamentali per un giusto approccio.
Gli ingredienti per il primo mese di lavoro sono: il lento, il fartlek, il lungo lento.
Il Lento è un allenamento che non mancherà mai nei microcicli della preparazione. E’ un attività che ha la funzione di recupero attivo, non è troppo impegnativo e per questo permette anche un certo rilassamento mentale.
Il fartlek è un tipo di corsa che contiene al suo interno delle variazioni di ritmo che possono essere determinate in precedenza o dalle variazioni della superficie del terreno ad esempio terreno campestre con avvallamenti, saliscendi ecc.
Ha il pregio di sviluppare la sensibilità sul ritmo migliorando la percezione delle sensazioni. 
Esempio della modalità di esecuzione:
Accelerazione – a ritmo sostenuto ma non troppo.
Recupero – corsa lenta
durata totale 30′ – 5′ corsa lenta, 1′ accelerazione, 3′ di recupero, 1′ di accelerazione, 3′ di recupero, 2′ di accelerazione, 3′ di recupero, 3′ di accelerazione, 3′ di recupero, 1′ di accelerazione, 3′ di recupero, 2′ di accelerazione. 
E’ importantissimo prima del fartlek eseguire almeno 15′ di riscaldamento. Il numero delle accelerazioni è a piacere e comunque da 4 a 8, la durata delle accelerazioni da 1′ a 5′, il recupero lungo almeno come l’accelerazione.    
Il lungo lento. Con questa corsa si adatta l’organismo a risparmiare glicogeno e a consumare grassi, con relativa diminuzione della massa grassa. Si adatta l’apparato muscolare e tendineo ad un lavoro di diverse ore. Così si ottiene anche l’adattamento mentale e dell’apparato cardiocircolatorio ad un lavoro protratto nel tempo. 
Primo mese di lavori –

Prima di ogni seduta eseguire 10′ o 15′ di stretching e almeno 15′ di riscaldamento con una leggera variazione di ritmo negli ultimi 5’+ il lavoro +  5′ o 10′ di defaticamento in corsa leggera e rilassata per riportare il corpo alla condizione di tranquillità basale. 
Test dei 5 km. Alla fine della quarta settimana ci sarà l’esecuzione di un primo test lungo 5000 metri. Con questa prova verrà ricavata una prima valutazione sulla condizione di forma acquisita e i ritmi da tenere nella tabella successiva.   
Per l’esecuzione del test sarà necessario scegliere un percorso in piano e misurato con precisione. L’ideale sarebbe una pista di atletica o comunque una strada poco trafficata e facile da percorrere senza doversi fermare.
Prima di iniziare fare almeno 15′ di riscaldamento e un po’ di stretching. 
Partire in agilità e senza alcuna rigidità. Il passo dovrà essere costante e controllato, senza brusche variazioni di ritmo, almeno per i primi 3000 metri. A questo punto si può iniziare a spingere sempre di più cercando una progressione fino al termine, con gli ultimi 500 metri a tutta.
Al termine, qualche minuto di defaticamento e un po’ di stretching. A questo punto consultare la seguente tabella:
La prima valutazione della condizione è di sicuro un po’ generica ma serve ugualmente per avere un primo dato certo su cui impostare i ritmi della prossima tabella:
Lungo lento Ritmo maratona.
Fartlek  Fase veloce al ritmo del test, il recupero a ritmo maratona.
Lento Ritmo facile se si vuole riposare, allegro se si vuole far girare le gambe.  
A questo punto quando si arriverà ad eseguire il secondo test si avrà la valutazione certa se siamo rimasti in linea con i primi dati, se ci sono stati dei miglioramenti oppure no.
     
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