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L’allenamento di ieri si è trasformato in un bigiornaliero, non per scelta ma per caso. Le sedute le eseguo, una alle sei del mattino e l’altra alle otto di sera.
Di mattina, riscaldamento 3km + 7km in leggera progressione.
Di sera, riscaldamento 2km + 10 di fondo medio + 3 km defaticanti.
Negli ultimi tempi le mie corse settimanali sono talmente poche (solo tre) che saltare anche solo una seduta non mi fa stare bene.
L’allenamento mattutino sarebbe dovuto essere di almeno 15 o 18 km, ma un imprevisto dell’ultimo minuto non mi ha messo in condizione di portarlo a termine, così solo 10 km e via a lavoro.
Per questo motivo a fine giornata decido di ripetere la seduta.
Le gambe girano alla grande, qualche dolorino della corsa mattutina c’è ancora ma dopo il riscaldamento non da alcun fastidio, così effettuo altri 15 chilometri a buon ritmo e con buone sensazioni. Al termine sono un po’ stanco, ma è tutto nella norma.
E’ la prima volta che svolgo due sedute nella stessa giornata, non so se avrò modo di riprovare.
Comunque è stata una bella esperienza anche questa. 

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Ieri notte si parla e si decide per questa mattina: “domani niente montagna, niente salita”, la data della maratonina del Goceano si avvicina e forse è meglio iniziare a far girare un po’ le gambe. La maratonina del Goceano non è una mezza vera e propria, infatti la sua lunghezza si sviluppa su circa 16,8 km nella catena del Goceano e attraversa sei comuni, partendo dalla piazza di Burgos ai piedi del medesimo castello scendendo verso Esporlatu risalendo verso Bottidda, Bono, Anela e terminando a Bultei. Gara non proprio facile da gestire a causa delle asperità montuose del territorio ma per questo motivo molto bella dal punto di vista tecnico e allo stesso tempo paesaggistico. 
Tornando alla seduta odierna oggi si decide per  un chilometraggio non troppo corto, almeno venti chilometri. L’altra scelta, i ritmi da tenere, l’idea che mi sfiora non fugge.
Inseriremo all’interno dei 20 km un bel lavoro con i mille da ripetere fino alla fine. I primi 3,3 km serviranno per ispezionare il percorso e alla fine si opta su un circuito da circa 1430 metri che avrà la funzione di contenere il 1000 (+ 30 m) + 400 metri per il recupero. Perfetto. L’aria è fredda ma l’assenza totale di vento e il sole che inizia a fare capolino rendono il tutto veramente piacevole. L’accordo con gli altri compagni di allenamento è preso, si parte.
Saranno in tutto 13 ripetute da 1000 metri con recupero di 400 metri. E’ uscito fuori un lavoro muscolare lungo 21.340 metri  per me molto buono. Una frequenza cardiaca media, nel 1000, di 158 bpm  e massima di 164 bpm, la media dei mille 3’50”, qualcuno più veloce e qualcuno un po’ più lento, comunque meglio di come mi aspettavo.
Concludo con 20′ di stretching un saluto agli amici e a domani.    

I primi tre giorni della settimana sono volati via senza dedicare nemmeno un minuto all’attività podistica tanto che oggi appena è stato possibile mi sono sentito in dovere di compiere un bel giretto intorno alla collina di Ugolio e attraverso la sua pineta.
Così alle 12:00 esco da casa al passo ed in leggerissima progressione per due chilometri fino alla meta odierna.
Appena arrivo in pineta sono sufficientemente riscaldato e pronto per iniziare una bel progressivo, così dopo 5 minuti di stretching parto e incremento l’intensità dello sforzo per circa 10 chilometri.
E’ uscito fuori un ottimo lavoro anche se penso di aver forzato un po’ troppo.
Infatti avevo programmato di correre fino al quindicesimo chilometro, ma preferisco tornare immediatamente verso casa accorciando il defaticamento in corsa lentissima e accusando un po’ di stanchezza.
Quando non riesco a correre per tre giorni consecutivi la ripresa risulta sempre più faticosa del previsto e comunque soddisfatto della corsa improvvisata nello splendido panorama della pineta chiudo la seduta con 10 minuti di allungamenti e qualche esercizio per le caviglie.

Questa preparazione per la maratona durerà sei mesi. La trattazione dell’argomento è da considerarsi generica e con indicazioni empiriche, adatta per poter dare un indicazione sulle possibilità pratiche di un percorso per la costruzione di una programmazione specifica. Le prime due settimane saranno dedicate a prendere confidenza con esercizi di stretching e di potenziamento, un giorno si ed un giorno no.  
Lo stretching servirà sempre come esercizio iniziale e finale di tutte le sedute di allenamento, la durata sarà dai 10 ai 15 minuti circa.
Ogni esercizio dovrà essere eseguito per circa 30-60 secondi. E’ molto importante effettuare lo stiramento molto lentamente, senza arrivare a sentire dolore e senza molleggiare. Personalmente accompagno lo stiramento con il respiro e ascoltando i battiti del cuore. In questo modo diventa un’attività rilassante. Nei 10 o 15 minuti dedicati allo stretching riesco ad inserire circa 10 esercizi.
Stare ad elencarli richiederebbe troppo tempo ma penso che un po’ tutti siano in grado di trovare dei suggerimenti validi per una buona esecuzione ed in ogni caso un punto di partenza lo si può trovare in questo link STRETCHING.
Stesso discorso per il potenziamento che dovrà comprendere esercizi per tutto il corpo, principalmente addominali e gambe. 
Primi 14 giorni

A questo punto si può iniziare con l’attività podistica vera e propria. Gradualità e continuità saranno le condizioni fondamentali per un giusto approccio.
Gli ingredienti per il primo mese di lavoro sono: il lento, il fartlek, il lungo lento.
Il Lento è un allenamento che non mancherà mai nei microcicli della preparazione. E’ un attività che ha la funzione di recupero attivo, non è troppo impegnativo e per questo permette anche un certo rilassamento mentale.
Il fartlek è un tipo di corsa che contiene al suo interno delle variazioni di ritmo che possono essere determinate in precedenza o dalle variazioni della superficie del terreno ad esempio terreno campestre con avvallamenti, saliscendi ecc.
Ha il pregio di sviluppare la sensibilità sul ritmo migliorando la percezione delle sensazioni. 
Esempio della modalità di esecuzione:
Accelerazione – a ritmo sostenuto ma non troppo.
Recupero – corsa lenta
durata totale 30′ – 5′ corsa lenta, 1′ accelerazione, 3′ di recupero, 1′ di accelerazione, 3′ di recupero, 2′ di accelerazione, 3′ di recupero, 3′ di accelerazione, 3′ di recupero, 1′ di accelerazione, 3′ di recupero, 2′ di accelerazione. 
E’ importantissimo prima del fartlek eseguire almeno 15′ di riscaldamento. Il numero delle accelerazioni è a piacere e comunque da 4 a 8, la durata delle accelerazioni da 1′ a 5′, il recupero lungo almeno come l’accelerazione.    
Il lungo lento. Con questa corsa si adatta l’organismo a risparmiare glicogeno e a consumare grassi, con relativa diminuzione della massa grassa. Si adatta l’apparato muscolare e tendineo ad un lavoro di diverse ore. Così si ottiene anche l’adattamento mentale e dell’apparato cardiocircolatorio ad un lavoro protratto nel tempo. 
Primo mese di lavori –

Prima di ogni seduta eseguire 10′ o 15′ di stretching e almeno 15′ di riscaldamento con una leggera variazione di ritmo negli ultimi 5’+ il lavoro +  5′ o 10′ di defaticamento in corsa leggera e rilassata per riportare il corpo alla condizione di tranquillità basale. 
Test dei 5 km. Alla fine della quarta settimana ci sarà l’esecuzione di un primo test lungo 5000 metri. Con questa prova verrà ricavata una prima valutazione sulla condizione di forma acquisita e i ritmi da tenere nella tabella successiva.   
Per l’esecuzione del test sarà necessario scegliere un percorso in piano e misurato con precisione. L’ideale sarebbe una pista di atletica o comunque una strada poco trafficata e facile da percorrere senza doversi fermare.
Prima di iniziare fare almeno 15′ di riscaldamento e un po’ di stretching. 
Partire in agilità e senza alcuna rigidità. Il passo dovrà essere costante e controllato, senza brusche variazioni di ritmo, almeno per i primi 3000 metri. A questo punto si può iniziare a spingere sempre di più cercando una progressione fino al termine, con gli ultimi 500 metri a tutta.
Al termine, qualche minuto di defaticamento e un po’ di stretching. A questo punto consultare la seguente tabella:
La prima valutazione della condizione è di sicuro un po’ generica ma serve ugualmente per avere un primo dato certo su cui impostare i ritmi della prossima tabella:
Lungo lento Ritmo maratona.
Fartlek  Fase veloce al ritmo del test, il recupero a ritmo maratona.
Lento Ritmo facile se si vuole riposare, allegro se si vuole far girare le gambe.  
A questo punto quando si arriverà ad eseguire il secondo test si avrà la valutazione certa se siamo rimasti in linea con i primi dati, se ci sono stati dei miglioramenti oppure no.
     

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