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Eccomi nuovamente con il tempo a disposizione per un’altra passeggiata in Bike.
Dopo aver letto qualche pagina del libro di Thoreau  ” Walden o Vita nei boschi”  mi assale l’idea di affacciarmi verso la vallata che conduce in zona Rio Marreri e risale verso la montagna di Orune, precisamente nella frazione di Lollove. 
Il percorso non è lunghissimo, circa 30 km tra andata e ritorno da casa.
Una strada non proprio ciclabile ma possibile da percorrere con la mountain bike, ecco uno scorcio.                               

Di sicuro non c’è il tempo di annoiarsio di distrarsi, infatti più si va avanti e più la strada è dissestata.
Resta comunque molto affascinante è divertente. Infatti sto già pensando di ripercorrerla di corsa a piedi, appena possibile.
Per fortuna la temperatura non è calda anzi c’è una certa arietta fresca e secca.

In spalla ho lo zaino idrico della The North Face con due litri d’acqua non si sa mai in questi casi è sempre bene fornirsi di liquidi e di qualche cibo solido con giusta concentrazione zuccherina.


Continuo a percorrere la lunga salita fino al tredicesimo chilometro e in lontananza inizio a scorgere le case di Lollove.
Ecco sono quasi arrivato alla meta odierna, il paese da fiaba.
Molti paesi sardi sono riusciti a conservare bene il loro centro storico, ma Lollove 
con i problemi di spopolamento che ha subito dagli anni 50 in poi si è conservata perfettamente. Oggi conta più o meno 20 abitanti, così che la gran parte delle case tipiche è disabitata.
Basta dare un’occhiata alle foto per capire di che luogo si tratta.







 

E’ tutto molto bello, l’ambiente è quello giusto per poter apprezzare il valore delle cose antiche e dei sapori, a proposito ecco qua la zona rifornimento, ricca di integratori.


Il primo pensiero che mi viene in mente è,
può bastare per reintegrare?

Sto pensando che forse non vale un fico secco, un reintegro così.

Ma appena fuori dalla casa, e si stavo sbagliando va proprio bene tutto questo reintegro non manca niente.

 

E se non vanno bene neri ci sono questi altri.


 


Comunque, si sta facendo tardi, e forse conviene incamminarsi per la strada del ritorno. 
Sono solo una quindicina di chilometri che mi separano da Nuoro ma il percorso come ho già fatto vedere non è molto agevole.
Sono soddisfatto per la scelta del percorso odierno. E’ stata proprio una piacevole escursione.


Durante il percorso del rientro mi accorgo che ho sbagliato con il calcolo delle ore di luce infatti una settimana fa è cambiato l’orario e questo non l’ho calcolato. Quando inizio a vedere il tratto che mi separa da Nuoro,
ancora manca un lungo pezzo in discesa verso la vallata del rio Marreri dove inizia l’ultimo lungo tratto in salita. 
Appena termino la discesa è già completamente buio, ma per fortuna c’è luna piena

fatto che mi permette una gran finale di escursione.
Ragazzi che dire anche oggi è stato veramente divertente dall’inizio alla fine con la soddisfazione dell’ultima salita sotto la luce della luna piena, e in quel momento l’unica cosa che si sente è il rumore delle ruote nello sterrato e insieme il respiro un po forzato per il passo sostenuto che solitamente tengo in salita quando sono in bike.
E’ tutto molto bello ma devo fare molta attenzione al fondo stradale perché non si vede poco.

Il tempo totale dell’uscita è stato 2h40′ pause comprese. Il numero di chilometri non fa testo visto il percorso dissestato, comunque per pura curiosità li ho registrati sono 30. Trenta chilometri di escursione indietro nel tempo.

 
Io la preparo così
Dopo una accurata attenzione dedicata al fondo, gli ultimi due mesi eseguo una preparazione tipo di questo genere, con l’ausilio del cardiofrequenzimetro .
n.b. Per calcolare le soglie di allenamento alle varie intensità utilizzo la formula di karvonen.
Lunedì – Km 14 di fondo lento al 70-75%
Martedì – Km 5 di fondo lento + Km 2,5 di fondo medio al 80-85% della F.Max + Km 2,5 di corto veloce al 90% – recupero almeno al 60% – 10 x 300m. alla soglia anaerobica o qualcosa in più’ (93 -95%) con rec. al 70% + defaticamento.
Mercoledì – Km 14 di fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. al 50% + 3 x (m.1000 – m.2000) per un totale di circa 10 Km alla soglia anaerobica e qualcosa in più con rec. fino al 70%. + defaticamento.
Venerdì – Km 20 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo.
Domenica – Km 5 di fondo lento + Km 2.5 di corsa al 80-85% in progressione – rec. fino al 60% + 10 x 150 in salita oltre la soglia anaerobica (95%) – rec. fino al 60% – 1 x 3000 alla soglia anaerobica o leggermente oltre.
Lunedì – Km 15 fondo lento (70-75%).
Martedì – Km 5 di fondo lento + Km2.5 di fondo medio al 80-85% + Km 5 corto veloce al 90% in progressione – rec. fino al 60% – 10 x 300 rec. fino al 70% – defaticamento.
Mercoledì – Km 15 fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 50% – 3000 – 2000 – 1000 – 2000 – 3000 alla soglia anaerobica o anche qualcosa in più con rec. fino al 70% in souplesse – defaticamento.
Venerdì – Km 20 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo.
Domenica – Km 5 di fondo lento (70%) + Km10 di percorso collinare (80-90%) o Km 12 di fondo medio (80-85).
Lunedì – Km 18 di fondo lento (70-75%).
Martedì – Km 5 di fondo lento (70-75%) + Km 2.5 di fondo medio (80-85%) + Km 2.5 di fondo veloce (90%) – rec. fino al 60% – 1 x 1000 al 95% – rec. al 60% – 10 x 300 oltre la soglia anaerobica rec. fino al 75%.
Mercoledì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 2000 – 1000 – 2000 – 1000 – 2000 al 95% – rec. fino al 80% – defaticamento.
Venerdì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo
Domenica – Km 5 riscaldamento – allunghi – Km 6 di corto veloce (90%) – defaticamento.
Lunedì – Km 18 di fondo lento (70-75%).
Martedì Km 5 di fondo lento + Km 2.5 di fondo medio – rec. fino al 60% – 1 x 1000 (95%) – rec. fino al 60% – 10 x 400(95%) – rec. fino al 60% – 1 x 1000 (95%) – defaticamento.
Mercoledì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 3000 – 2000 – 1000 – 2000 al 95% – rec. fino al 80% – defaticamento.
Venerdì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo.
Domenica – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al  60% – Km 12 di fondo medio (80-85%) – defaticamento.
Lunedì – Km 18 di fondo lento (70-75%).
Martedì – Km 5 di fondo lento (70-75%) + Km 2.5 di fondo medio (80-85%) + Km 2.5 di fondo veloce (90%) – rec. fino al 60% – 1 x 1000 al 95% – rec. al 60% – 10 x 300 oltre la soglia anaerobica rec. fino al 75%.
Mercoledì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 2000 – 1000 – 2000 – 1000 – 2000 al 95% – rec. fino al 80% – defaticamento.
Venerdì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo
Domenica – Km 5 riscaldamento – allunghi – Km 6 di corto veloce (90%) – defaticamento.
Lunedì – Km 18 di fondo lento (70-75%).
Martedì – Km 5 di fondo lento + Km 2.5 di fondo medio – rec. fino al 60% – 1 x 1000 (95%) – rec. fino al 60% – 10 x 400(95%) – rec. fino al 60% – 1 x 1000 (95%) – defaticamento.
Mercoledì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Giovedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 3000 – 2000 – 1000 – 2000 al 95% – rec. fino al 80% – defaticamento.
Venerdì – Km 18 di fondo lento (70-75%)
Sabato – Riposo.
Domenica – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al  60% – Km 12 di fondo medio (80-85%) – defaticamento.
Lunedì – Km 18 di fondo lento (70-75%).
Martedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 10 x 400 al 95% – rec. fino al 60% – 1 x 2000 al  95% – defaticamento.
Mercoledì – Km 15 di fondo lento (70-75%)- allunghi di m.100.
Giovedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 3000 – 2000 – 1000 – 500 – 500 al 95% rec. fino al 80% – defaticamento.
Venerdì – Km 15 di fondo lento (70-75%) – allunghi.
Sabato – Riposo.
Domenica – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – Km 10 di fondo medio al 80-85% – defaticamento.
Lunedì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – Km 6 di corto veloce (90%) – defaticamento.
Martedì – Km 15 di fondo lento (70-75%) – allunghi di m. 100.
Mercoledì – Km 5 di riscaldamento – allunghi – rec. fino al 60% – 3 x 2000 a ritmo gara con rec. fino al 60% – defaticamento.
Giovedì – Km 12 di fondo lento (70-75%) – allunghi.
Venerdì – Riposo
Sabato – Km 6 di fondo lento al 60-65%.
Domenica – MEZZA MARATONA.

Con oggi sono dieci giorni fermo. Il problema al piede ancora non mi permette di correre. Approfitto del pomeriggio del Sabato che con qualche ora a disposizione pare sia utile per riaccelerare un po’ il metabolismo.
Visto che non posso correre voglio provare a fare un bel giro in mountain bike. Cosi decido e mi preparo con la calzamaglia al ginocchio la maglia tecnica a manica lunga e la mantellina antivento. Preparo la bici controllando la pressione delle gomme e facendo una verifica generale a freni, cambio, ecc. Sono le 15:45 e parto verso la periferia della città con percorso collinare per 5,5 km . Mi trovo ai piedi del Monte Ortobene, ma anziché salire decido di imboccare la strada che scende verso la zona di Marreri con un dislivello negativo di circa 400 metri per circa 9 km. Scendo con l’intenzione di rifare il percorso inverso con il voluto carico in salita. La scelta è ottima perché questa è una strada poco trafficata dalle auto e con un bel panorama circondato dal verde e con i bellissimi colori di questa stagione. La temperatura è ideale, il percorso è al riparo dal vento. Il cardiofrequenzimetro è sempre sotto controllo, per evitare di fare uno sforzo oltre soglia, che nel caso della bici è circa 10 battiti per minuto più bassa di quella per la corsa, nel mio caso 150 bpm. Una  volta giù prima della risalita mi fermo per togliere la mantellina e riparto subito.
Al primo chilometro sono già in buona spinta ma ancora la pendenza non è tanta, il secondo e il terzo iniziano a farsi sentire e si inizia a sudare. A questo punto sento il bisogno di andare fuorisella. Un po’ per sgranchirmi le gambe infatti ho necessità di utilizzare i muscoli con angolazioni differenti e con sforzo più simile possibile a quello della corsa a piedi. Appena riesco a prendere il ritmo mi risiedo per evitare troppo carico alla gamba. Con sorpresa mi accorgo che posso continuare a spingere fino alla cima della salita. Fino a qui sono 23,57 km. In questo punto sono arrivato all’ingresso di Nuoro, ai piedi del Monte Ortobene. Per oggi potrebbe bastare ma anziché rientrare mi balena l’idea di proseguire la scalata verso la cima del Monte con altri 7 km di salita. Non posso far finta che la fatica non si sente ma anche la voglia e la forza di proseguire è tanta. Mi sento veramente a mio aggio e sempre con passo in piena forza e con pedalata in scioltezza proseguo fino alla cima, dove mi aspetta un bella temperatura ghiacciata. Infatti prima di iniziare la discesa mi fermo per indossare la mantellina e in pochi istanti il brutto impatto del sudore freddo. A questo punto siamo a 30,31 km percorsi di cui 17 consecutivi in salita. Inizio la discesa cercando di fare il possibile per non continuare a raffreddare i muscoli. Ma nonostante tutti gli sforzi inevitabilmente mi si ghiacciano le mani e il viso. Comunque una volta giù inizia il tratto collinare fino a casa e riesco nuovamente a scaldarmi.
Percorso finale km 41,29 ( km 17 salita) tempo 2h17′.
Questa odierna è stata una seduta improvvisata e veramente divertente.

Ebbene si, alla fine non c’era nessun occhio di pernice, come pensava il medico che mi ha visitato.
Ma ancora peggio si tratta di una verruca plantare semplice, che è quella più dolorosa.
La seduta dal podologo è durata circa cinquanta minuti. Dopo aver ripulito i plantari dai vari calli da runner, il medico ha iniziato a consumare la parte più callosa con la pietra pomice. Nella zona soprastante la verruca, ha consumato fino al punto che è uscito del sangue. Il dolore è sopportabile. Segue l’applicazione vera e propria, con un tampone di azoto liquido, che viene posto sulla parte interessata con la somma della pressione più la bruciatura da azoto, per circa tre, quattro minuti. Il dolore lo sopporto ma è intenso anzi acuto.
La cosa più fastidiosa di tutto è che non c’è certezza di quante sedute si devono fare per eliminare il problema. Le sedute hanno una pausa di due settimane una dall’altra. Per fortuna non c’è il problema di dover fermarsi totalmente dall’attività podistica. Tutto dipende da quanto riesco a sopportare il fastidio. Intanto questa sera che ho effettuato il primo trattamento pare stia già andando meglio, o forse è solo l’impressione. Staremo a vedere.

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